HELPERBIT, LA BLOCKCHAIN PER LA TRASPARENZA NEGLI AIUTI UMANITARI

Uno dei principali freni alla solidarietà è la fiducia. Molte volte chi ha devoluto fondi agli aiuti umanitari ha fatto poi fatica a sapere come sono stati utilizzati i propri contributi. L'unico antidoto a questo problema è la totale trasparenza. E proprio per questo l’ingegnere Guido Baroncini Turricchia ha deciso di adottare il meccanismo alla base della criptovaluta Bitcoin, la blockchain, per garantire la completa tracciabilità delle donazioni.

Helperbit – L'idea è venuta subito dopo che Baroncini si è appassionato di Bitcoin, nel 2013, e fino al 2015 è stata covata part-time. Poi, grazie all'arrivo di alcuni soci, l’idea si è trasformata in srl. Nome della piattaforma: Helperbit; obiettivo: mettere in contatto diretto donatori e beneficiari, siano essi direttamente gli utilizzatori finali dell'aiuto o le organizzazioni non governative che si fanno coordinatrici degli interventi. Inizialmente le donazioni potevano essere fatte solo in Bitcoin, il che rendeva la piattaforma un po' troppo esclusiva, ma recentemente il sistema si è ampliato accettando anche altre valute elettroniche (Altcoin), oltre che i pagamenti in Euro.

"Quando sono venuto a conoscenza dell'esistenza della Blockchain mi sono reso conto delle sue potenzialità. Alla luce dei fatti de L'Aquila e della dispersione di fondi che si è verificata negli anni successivi, ho capito quanto potesse essere essenziale un servizio di questo tipo" spiega il CEO della startup Guido Baroncini Turicchia. "Nel campo delle ONG e in campo umanitario in generale, questa problematica è piuttosto seria: molti utenti non si fidano, essenzialmente perché non hanno idea di dove vadano a finire i loro soldi."

"Utilizziamo solo portafogli in multisignature, quindi non tocchiamo i fondi degli utenti. Se la piattaforma dovesse scomparire, insomma, tutti potrebbero reclamare i loro soldi senza alcun problema. È un sistema studiato per essere resiliente e sicuro: in questo modo incrementiamo la fiducia, e di conseguenza i contributi" continua il CEO. "Siamo soltanto uno strato informativo. Gli utenti creano dei portafogli che possono utilizzare un po' ovunque, e noi diamo informazioni di modo che possano operare in maniera positiva e utilizzare la blockchain in maniera veloce e trasparente."

Gli utilizzatori ideali di Helperbit non sono soltanto i donatori privati e le aziende interessate a spendere la loro ragione sociale, ma anche le compagnie assicurative e le stesse ONG. "Immagina che un'assicurazione voglia rendersi più trasparente: oltre a coprire la casa e i danni, permette all'utente di monitorare esattamente il flusso di denaro e di sapere quando e come riceverà il rimborso" spiega Guido Baroncini Turicchia. "Le ONG, invece, possono usare la piattaforma in maniera gratuita, ma possono anche pagare per mettersi in evidenza sulla home e ottenere più visibilità oppure per ricevere un training da noi sulla tracciabilità delle transazioni in Blockchain. L'utente singolo, invece, paga una fee d'ingresso se vuole aderire a un servizio assicurativo—se succede qualcosa nel tuo territorio e, sei iscritto alla piattaforma, la tua posizione viene rilevata da tutti—altrimenti può anche iscriversi semplicemente per donare o ricevere donazioni."

Sul sito attualmente vi sono alcuni progetti importanti da poter sostenere anche solo con pochi shatoshi !

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